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La storia di Sottopelle, il mio primo progetto di nudo artistico.

La storia di Sottopelle, il mio primo progetto di nudo artistico.

Sottopelle è il mio primo progetto di nudo artistico.

Oramai faccio la fotografa professionista da 7 anni: quando ho iniziato è stata durissima, arrivavo da un mondo completamente diverso, non avevo mai fatto l’assistente, mi son buttata e ho aperto partita IVA, pure in piena crisi. Effettivamente sono stata una pazza.

Quando mi sono messa a fare la fotografa, ero già grande: avevo 33 anni, vivevo già fuori di casa e non c’era molto spazio per i voli pindarici… vuoi fare la fotografa? OK, però bisogna fatturare.

Così ho smesso per un po’ di sognare su “quanto figo fosse fare la fotografa” e mi sono buttata nel mercato. La fotografia commerciale è un mondo durissimo, ma con determinazione, sono arrivata a pagare tutte le mie bollette e le mie spese… o almeno per un po’. Per tutta una serie di motivi l’anno scorso a Settembre mi sono ritrovata in rosso. Non mi era mai capitato prima ed è stato uno shock. Ero molto arrabbiata con il sistema, perchè se non lavori e non hai soldi, ci sta… ma per me che comunque lavoro è stato un brutto colpo, lo trovavo molto ingiusto. Ero tanto arrabbiata con il sistema.

A quel punto potevo mandare tutto a quel paese e chiudere la mia attività o essere sveglia e cogliere la crisi come un’opportunità.

Visto con gli occhi di oggi, è realmente la cosa più bella che potesse succedermi… perchè finalmente mi sono fatta la domanda giusta, quella che non ero stata sufficientemente forte per farmi quando ho aperto la partita IVA: ma tu indipendetemente dai soldi cos’è che vuoi fotografare? Qual’è quella cosa che ti rende felice e soddisfatta fotografare? Quale è il tipo di fotografia dove sei tu al 100%?

Responsabile come sono, non mi sono mai permessa di farmi questa domanda.

Non ho avuto dubbi sulla risposta. Il nudo artistico. Quello l’ho fatto da subito, quando a mala pena sapevo usare la macchina. Poi la testa, la responsabilità hanno rinchiuso tutto in un cassetto.

Così con il cuore in mano ho scritto una call in Facebook.

E’ stato impressionante quello che è successo poi.

facebookSono stata inondata di richieste e mi sono messa a fotografare. Non so bene come sia stato possibile, ma in 3 mesi ho fotografato 30 donne, ho percorso 1800 km, ho bevuto un sacco di caffè, ho scattato 10000 foto, ho parlato con un sacco di gente, ho dimenticata tutta l’incazzatura che avevo, ho ritrovato il mio senso come fotografa e l’entusiasmo.

Sottopelle, è un progetto che è nato grazie alla reazione alla rabbia e alla fiducia incondizionata che le donne in rete mi hanno dato per farsi fotografare da me.

Sottopelle, diventerà un libro che a piccoli passi e con fatica sto cercando di costruire. Non è una passeggiata, ma sono determinata a farlo diventare qualcosa di concreto.

Sottopelle è la dimostrazione che ogni volta che le cose non vanno possiamo, sempre, fare qualcosa perchè ci sia un cambio di direzione.

C’è una cosa che non vi avevo mai raccontato di questo progetto. Nè alle donne che ne hanno fatto parte prima della giornata in cui si sono fatte fotografare da me.

Sono le lettere.

Le lettere che ho chiesto ad ogni donna di scrivere per la donna successiva e che io ho consegnato personalmente.

Sono lettere commoventi, sono il segno che alla fine quello che ci unisce agli altri esseri umani è la condivisione di un’esperienza.

Ognuna delle donne fotografate, si è sentita unita da un filo invisibile a tutte le altre che hanno fatto la stessa esperienza. E’ stato bellissimo vedere le loro facce sorprese alla consegna del foglio. Per ognuno di quei sorrisi, è valsa tutta la fatica fatta.

Se hai voglia di seguirmi, ti terrò aggiornata/o sugli sviluppi perchè c’è ancora molto da fare e entusiasmo da vendere…. e soprattutto un libro da produrre! 🙂

Ciao.

Silvia

Sottopelle - Silvia Pasquetto - lettera-1

 

 

 

 

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